Giovanni Scifoni racconta San Francesco al Brancaccio con FRA

Domenica 4 ottobre 2026 Giovanni Scifoni arriva al Teatro Brancaccio di Roma con FRA’ San Francesco la superstar del medioevo, uno spettacolo che intreccia teatro, musica e racconto per affrontare una delle figure più conosciute e insieme più difficili da raccontare della storia italiana. L’appuntamento è alle ore 18:00 e ha una durata annunciata di 105 minuti senza intervallo.
San Francesco fuori dall’immagine da santino
Il punto di partenza di Scifoni è una domanda semplice: come si può parlare ancora di Francesco d’Assisi senza ripetere immagini, formule e luoghi comuni sedimentati in otto secoli? Lo spettacolo prova a rispondere spostando l’attenzione sulla forza comunicativa di Francesco, sulla sua capacità di trasformare la predicazione in gesto, racconto, canto e vera e propria performance.
Nel testo emerge così un Francesco popolare e sorprendente, capace di parlare agli animali, improvvisare, usare il corpo, il silenzio, la malattia e perfino la propria fragilità come strumenti espressivi. Scifoni lo osserva anche come artista, cioè come uomo capace di inventare forme nuove per rendere comprensibile un messaggio spirituale a pubblici diversissimi.
Un monologo accompagnato da strumenti antichi
FRA’ non è soltanto un monologo. La parola di Scifoni è accompagnata dalle musiche originali di Luciano Di Giandomenico e dagli strumenti antichi suonati da Luciano Di Giandomenico, Maurizio Picchiò e Stefano Carloncelli. Le laudi medievali diventano parte della drammaturgia e aiutano a ricostruire un paesaggio sonoro che richiama l’epoca senza trasformare lo spettacolo in una lezione storica.
La regia è di Francesco Brandi, mentre la produzione è di Viola Produzioni Centro di Produzione Teatrale e Teatro Carcano, con distribuzione Mismaonda. La struttura alterna comicità, riflessione, racconto biografico e passaggi musicali, mantenendo un tono accessibile anche per chi non ha una conoscenza approfondita della storia francescana.
Dal presepe di Greccio al Cantico delle Creature
Nel percorso trovano spazio episodi celebri e aspetti meno scontati. Il presepe di Greccio viene riletto come un’invenzione comunicativa potentissima: un modo per trasformare una narrazione religiosa in esperienza concreta e condivisa. Allo stesso modo il Cantico delle Creature viene presentato non soltanto come testo spirituale, ma come una delle origini della poesia in volgare italiano.
Scifoni insiste sulla creatività di Francesco e sulla sua capacità di costruire immagini che continuano a funzionare nel presente. La figura del santo viene attraversata anche nei suoi aspetti fisici più duri: la malattia, la cecità, il dolore e il rapporto con la morte. Il finale affronta proprio il grande tabù contemporaneo della mortalità, portando lo spettacolo verso un tono più intimo dopo i passaggi ironici.
Giovanni Scifoni tra divulgazione e teatro
Attore e autore, Scifoni ha costruito negli anni un linguaggio riconoscibile nel quale temi spirituali, storia, cultura pop e comicità possono convivere. In FRA’ questa impostazione trova un soggetto particolarmente adatto: Francesco è infatti una figura conosciuta ben oltre il pubblico religioso ed è diventato nel tempo simbolo di povertà, ecologia, fraternità e libertà dalle convenzioni.
Lo spettacolo evita però di trasformarlo in un personaggio astratto. La domanda centrale riguarda il suo talento nel comunicare e nel coinvolgere le persone. Da qui nasce l’idea provocatoria della “superstar del medioevo”, espressione che serve a mettere in relazione la capacità francescana di attirare folle con i meccanismi contemporanei della popolarità.
Il Teatro Brancaccio e la serata del 4 ottobre
La scelta della data è significativa perché il 4 ottobre è tradizionalmente legato alla memoria di San Francesco. Il Teatro Brancaccio, in via Merulana 244, ospita lo spettacolo alle 18:00. La sala è facilmente raggiungibile dal centro di Roma e dalle fermate della metropolitana della zona Esquilino.
I prezzi ufficiali indicati dal teatro partono da 28 euro e arrivano a 38 euro a seconda del settore: Poltronissima 38 euro, Poltrona 30 euro, Prima Balconata A 30 euro e Prima Balconata B 28 euro. È consigliabile verificare disponibilità e settore sulla biglietteria ufficiale prima di raggiungere il teatro.
Perché vedere FRA’ a Roma
FRA’ può interessare pubblici diversi perché non richiede un’adesione religiosa per entrare nel racconto. Il centro dello spettacolo è un personaggio storico che ha saputo trasformare radicalmente il proprio modo di vivere e comunicare. Il teatro diventa quindi il luogo per interrogarsi su cosa renda un messaggio capace di attraversare i secoli.
La combinazione di parola, musica dal vivo e strumenti antichi permette inoltre di evitare la forma della conferenza. Il pubblico viene accompagnato dentro una biografia fatta di invenzioni, contraddizioni, slanci e sofferenze, con il tono personale e ironico che caratterizza il lavoro di Scifoni.
La data romana acquista ulteriore valore perché cade proprio il 4 ottobre, giornata tradizionalmente associata a Francesco d’Assisi: un contesto che rende il racconto scenico ancora più legato al personaggio e alla sua eredità culturale.
Una figura medievale riletta con strumenti contemporanei
Uno degli aspetti più efficaci del progetto è il contrasto tra la distanza storica e il linguaggio scenico attuale. Scifoni usa ritmo, ironia e riferimenti comprensibili al pubblico di oggi senza cancellare la complessità del personaggio. In questo modo Francesco non resta confinato nel passato: le sue scelte diventano occasione per parlare di comunicazione, consenso, fragilità, povertà volontaria e rapporto con il potere. Il pubblico può quindi seguire lo spettacolo come racconto storico, ma anche come riflessione sul presente.
Informazioni sull’evento
Evento: FRA’ San Francesco la superstar del medioevo
Data: domenica 4 ottobre 2026
Orario: ore 18:00
Durata: 105 minuti senza intervallo
Luogo: Teatro Brancaccio
Indirizzo: Via Merulana 244, Roma
Prezzo: da 28 a 38 euro
Biglietti: disponibili attraverso la biglietteria ufficiale del Teatro Brancaccio.