Las Grietas di Fabiola Ferrero porta al Museo di Roma in Trastevere le crepe della memoria
Dettagli evento
1 ottobre 2026 - 22 novembre 2026
10:00 - 20:00
Museo di Roma in Trastevere

Dal 1 ottobre al 22 novembre 2026 il Museo di Roma in Trastevere ospita Las Grietas di Fabiola Ferrero, mostra personale della fotografa e giornalista venezuelana vincitrice del XVI Premio IILA Fotografia. Il progetto costruisce un percorso visivo sulle fratture che attraversano la memoria collettiva, l'identità, i corpi e le città, mettendo in relazione la storia recente del Venezuela con una nuova ricerca sviluppata dall'artista durante la sua esperienza a Roma. La mostra è stata inaugurata il 30 settembre alle 18 e dal giorno successivo è aperta al pubblico negli spazi del museo di Piazza Sant'Egidio.
Las Grietas di Fabiola Ferrero tra memoria e trasformazione
Il titolo della mostra parte da una parola semplice e potente: grietas significa crepe. Nel lavoro di Ferrero la crepa non è soltanto una fenditura materiale, ma diventa un modo per osservare ciò che cambia, ciò che si rompe e ciò che continua a lasciare una traccia. L'esposizione attraversa memoria personale e storia collettiva senza separarle nettamente. Le immagini mostrano come le trasformazioni di un Paese possano entrare nelle biografie individuali e come i ricordi, a loro volta, possano diventare strumenti per leggere fenomeni sociali più ampi.
Il percorso riunisce quattro nuclei della ricerca dell'artista: Whispering Walls, I Can't Hear the Birds, Reinas e Contramonumento. Sono lavori nati in momenti e contesti differenti, ma uniti dall'attenzione verso la memoria, l'identità e le forme con cui una società rappresenta se stessa. Visitare Las Grietas significa quindi seguire una narrazione composta da capitoli che dialogano tra loro e che conducono dal Venezuela fino a Roma.
Whispering Walls e le tracce lasciate dalla catastrofe
Whispering Walls affronta il tema delle conseguenze dei terremoti attraverso edifici, oggetti e testimonianze. Ferrero concentra lo sguardo su ciò che resta dopo un crollo e sul valore che le tracce materiali assumono quando diventano custodi di storie personali. Le macerie non sono trattate come un semplice scenario, ma come una superficie sulla quale rimangono impressi frammenti di vite, legami familiari e memorie condivise.
Il progetto introduce uno dei fili conduttori dell'intera esposizione: la tensione tra il desiderio di conservare un'immagine e la fragilità di tutto ciò che viene affidato al tempo. La crepa diventa così una soglia. Da un lato racconta una perdita, dall'altro apre uno spazio nel quale la memoria può essere ricostruita e condivisa.
I Can't Hear the Birds e il ritorno nei luoghi dell'infanzia
Con I Can't Hear the Birds il racconto assume una dimensione più intima. Ferrero torna nei luoghi della propria infanzia e della memoria familiare, confrontandosi con un Venezuela trasformato dalla crisi e dall'emigrazione. Il ritorno non coincide con la possibilità di ritrovare intatto ciò che si è lasciato. Proprio questa distanza tra ricordo e presente diventa materia fotografica.
Il lavoro mette insieme storia familiare e trasformazioni collettive. La nostalgia non viene utilizzata come semplice sentimento, ma come strumento di ricerca. Le immagini interrogano il significato dell'appartenenza quando luoghi, relazioni e prospettive cambiano. Il progetto ha ricevuto nel 2023 il World Press Photo nella categoria Long Term Projects per la regione Sud America, riconoscimento che ha contribuito a consolidare la presenza internazionale della ricerca di Ferrero.
Reinas e il mito venezuelano della bellezza
Un altro capitolo importante è Reinas, dedicato al ruolo che i concorsi di bellezza hanno assunto nell'immaginario venezuelano. Ferrero osserva questo fenomeno mettendolo in relazione con la modernizzazione del Paese e con la prosperità legata all'industria petrolifera nel corso del Novecento. La figura della regina di bellezza diventa così molto più di un'immagine estetica: rappresenta aspirazioni, modelli di successo, riconoscimento sociale e desiderio di trasformazione.
Il progetto evita una lettura superficiale del tema e si concentra sulle contraddizioni tra l'ideale di perfezione e la complessità della realtà. All'interno della mostra questo nucleo prepara anche il passaggio verso Roma, dove il rapporto tra corpo, immagine pubblica e monumentalità viene riletto attraverso un contesto completamente diverso.
Contramonumento nasce dal confronto con Roma
Contramonumento è il lavoro sviluppato durante la residenza artistica prevista dal Premio IILA Fotografia e viene presentato come un nuovo capitolo della ricerca di Ferrero. A Roma l'artista incontra una città nella quale la memoria è continuamente inscritta nello spazio attraverso statue, monumenti e architetture celebrative. Da questo confronto nasce una riflessione sulla distanza tra l'idea di permanenza associata al marmo e la vulnerabilità dei corpi.
Le superfici delle statue mostrano anch'esse gli effetti del tempo: abrasioni, fratture, trasformazioni. Ferrero mette questi segni in relazione con la fragilità e la resistenza del corpo femminile. Il titolo Contramonumento suggerisce proprio un cambio di prospettiva: l'attenzione si sposta dall'eroismo celebrativo verso l'esistenza quotidiana, dalla retorica della permanenza alla concretezza della memoria.
Il Premio IILA Fotografia e il dialogo tra Roma e America Latina
Las Grietas di Fabiola Ferrero si inserisce nel Premio IILA Fotografia, istituito per sostenere la fotografia contemporanea latinoamericana e favorire opportunità di confronto internazionale per autrici e autori emergenti. La residenza romana costituisce una parte significativa del progetto perché permette alla persona premiata di sviluppare una nuova ricerca in relazione con il contesto italiano. Nel caso di Ferrero questo passaggio ha prodotto Contramonumento, creando un collegamento concreto tra i precedenti lavori realizzati sul Venezuela e l'esperienza della Capitale.
La mostra è promossa da Roma Capitale e dalla Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, organizzata dall'IILA con i servizi museali di Zètema Progetto Cultura. Il percorso è accompagnato anche da un catalogo pubblicato da Gangemi Editore con un testo originale di Marco Delogu.
Come organizzare la visita al Museo di Roma in Trastevere
La sede è il Museo di Roma in Trastevere, in Piazza Sant'Egidio 1/b, nel cuore del quartiere. L'esposizione è visitabile dal martedì alla domenica dalle 10 alle 20, con ultimo ingresso alle 19; il lunedì il museo è chiuso. Prima della visita è consigliabile verificare eventuali avvisi e aggiornamenti del museo, soprattutto in presenza di aperture speciali o variazioni temporanee dei servizi.
La collocazione a Trastevere rende la mostra facilmente inseribile in una giornata dedicata al centro storico. Il percorso, tuttavia, merita un tempo di visita adeguato: i quattro nuclei non funzionano come una semplice successione di fotografie, ma costruiscono una riflessione progressiva su memoria, identità, trasformazione e rappresentazione. Osservare le relazioni tra i diversi lavori permette di comprendere meglio il passaggio dal Venezuela a Roma e il modo in cui l'artista usa la fotografia come strumento di indagine.
Informazioni sull’evento
Evento: Las Grietas. Sulle tracce di una fantasia di Fabiola Ferrero. Date: dal 1 ottobre al 22 novembre 2026. Luogo: Museo di Roma in Trastevere, Piazza Sant'Egidio 1/b, 00153 Roma. Orari: dal martedì alla domenica dalle 10 alle 20, ultimo ingresso alle 19; chiuso il lunedì. Informazioni: 060608, attivo tutti i giorni dalle 9 alle 19. Per biglietti, eventuali variazioni e avvisi è opportuno consultare la pagina ufficiale del Museo di Roma in Trastevere prima della visita.