Marialba Russo porta al MACRO uno sguardo rovesciato sull’Italia degli anni Settanta
Dettagli evento
24 settembre 2026 - 31 gennaio 2027
12:00 - 19:00
MACRO Museo d’Arte Contemporanea di Roma

Dal 24 settembre 2026 al 31 gennaio 2027 il MACRO di Roma presenta Sguardo rovescio, la prima grande mostra museale italiana dedicata a Marialba Russo. Curata da Cristiana Perrella ed Elena Magini, l’esposizione riunisce nella Galleria del museo sette nuclei fondamentali della ricerca dell’artista e fotografa un’Italia attraversata da riti, corpi, feste, trasformazioni sociali e costruzioni culturali dell’identità. L’apertura della mostra coincide con l’avvio della stagione autunnale del MACRO.
Una protagonista della fotografia italiana
Nata a Giugliano nel 1947, Marialba Russo è attiva dalla fine degli anni Sessanta e ha sviluppato una pratica che mette in relazione fotografia, antropologia visiva e osservazione del sociale. Il suo lavoro si concentra in particolare sulle culture e sui rituali dell’Italia centro-meridionale, ma evita di trasformare le persone fotografate in semplici documenti etnografici. Lo sguardo è parte della scena e interroga continuamente il rapporto tra chi osserva e chi viene osservato.
La mostra romana permette di seguire alcuni dei passaggi più importanti della sua produzione degli anni Settanta, periodo nel quale Russo costruisce un linguaggio autonomo rispetto ai modelli dominanti della fotografia italiana. Corpo, genere, festa, rito e desiderio diventano strumenti per leggere una società che sta cambiando rapidamente.
Perché il titolo Sguardo rovescio
Il titolo allude al capovolgimento del punto di vista canonico di un’Italia ancora fortemente patriarcale. Russo fotografa la mascolinità da una prospettiva femminile e mette in crisi l’immagine dell’uomo come figura sempre controllata, forte e dominante. Nei suoi scatti compaiono uomini che ballano, si travestono, partecipano a riti, si espongono alla vulnerabilità e alla trasformazione.
Questo rovesciamento dialoga con il dibattito sul cosiddetto male gaze, ma non si limita a invertire meccanicamente i ruoli. L’artista costruisce una visione nella quale la mascolinità appare come una realtà molteplice e culturalmente prodotta. La fotografia diventa quindi uno strumento per osservare le convenzioni sociali e il modo in cui esse possono essere temporaneamente sospese.
Al ristorante e la libertà della festa
Tra i nuclei in mostra c’è Al ristorante, il 29 settembre 1974, sequenza che documenta un ballo improvvisato tra due giovani uomini. Russo coglie l’abbandono dei corpi, la prossimità fisica e la libertà che emerge nel momento festivo. La scena perde progressivamente il carattere di semplice cronaca e diventa un racconto sul modo in cui le persone possono sottrarsi, anche solo per un momento, alle regole quotidiane.
La serie è particolarmente significativa perché apre anche il progetto editoriale dei Quaderni dello Sguardo, ideato dalla stessa artista. È un esempio della volontà di Russo di controllare non soltanto la produzione delle immagini ma anche le modalità attraverso cui vengono organizzate e restituite al pubblico.
Travestimento e il ribaltamento dei ruoli
La serie Travestimento, realizzata tra il 1975 e il 1980 in diverse aree della Campania, raccoglie immagini legate alle feste carnevalesche del Sud. Uomini vestiti e truccati da donna partecipano a rituali che per un giorno sospendono le gerarchie e i comportamenti abituali. Russo si allontana dal reportage puramente documentario e osserva il travestimento come un dispositivo sociale capace di mettere in discussione le identità stabilite.
Il femminile rappresentato dai protagonisti passa attraverso immagini conosciute nella vita quotidiana, dalle madri alle sorelle e alle mogli. Il rito diventa così uno spazio nel quale maschile e femminile possono avvicinarsi, sovrapporsi e perdere temporaneamente i confini consueti.
Il rito, il corpo e la vulnerabilità
Altri lavori affrontano pratiche popolari e rituali di guarigione. Il Passaggio, l’incanata documenta un rito di iniziazione legato alla tradizione meridionale e mette in relazione corpo umano e natura. L’espulsione del male, realizzato a Galatina, mostra invece un uomo nel momento culminante di un rito collegato al tarantismo. In entrambi i casi il corpo maschile viene osservato in una condizione di vulnerabilità, lontana dalla rappresentazione convenzionale della virilità.
Il dialogo con il Museo delle Civiltà
Il progetto del MACRO si sviluppa in dialogo con una seconda sede al MUCIV, il Museo delle Civiltà. Qui il percorso approfondisce il lavoro sul campo svolto da Russo nel 1971 e la successiva collaborazione con il Museo Nazionale delle Arti e Tradizioni Popolari e con l’antropologa Annabella Rossi. Il doppio progetto permette di leggere insieme la dimensione artistica e quella di ricerca che hanno caratterizzato la sua fotografia.
Visitare la mostra al MACRO
Il MACRO si trova in Via Nizza 138. Il museo è aperto dal martedì alla domenica, con orari che variano tra giorni feriali e weekend; il lunedì è chiuso. Prima della visita è consigliabile controllare il sito ufficiale per eventuali variazioni, modalità di accesso e biglietteria. La mostra resta aperta fino al 31 gennaio 2027, offrendo quindi diversi mesi per approfondire il lavoro dell’artista.
Una mostra da osservare con tempo
Il percorso invita a soffermarsi sulle sequenze e sulle relazioni tra le immagini, perché il significato del lavoro di Russo emerge spesso dal passaggio da uno scatto al successivo. Visitare Sguardo rovescio significa quindi entrare in un archivio visivo dell’Italia del secondo Novecento e, nello stesso tempo, interrogare il nostro modo contemporaneo di guardare corpo, genere, rito e identità.
Informazioni sull’evento
Mostra: Marialba Russo, Sguardo rovescio
Date: 24 settembre 2026 – 31 gennaio 2027
Luogo: MACRO Museo d’Arte Contemporanea di Roma
Indirizzo: Via Nizza 138, Roma
Curatrici: Cristiana Perrella ed Elena Magini
Telefono: 06 696271
Informazioni: sito ufficiale del MACRO.